Danza Contemporanea

“La danza può rivelare tutto il mistero che la musica tiene nascosto”.
(Charles Baudelaire)


Il libro di Doris Humprey, The art of making dances del 1958, contiene i primi elementi costitutivi della danza contemporanea, ovvero le motivazioni dalle quali il movimento possa nascere, inerenti l’utilizzo dello spazio scenico e del corpo.
Dai primi anni settanta, le collaborazioni e fusioni tra varie forme artistiche danno vita alle prime performance di danza contemporanea. Tra gli esponenti, Merce Cunningham e il musicista John Cage, Alwin Nikolais mediante sperimentazioni elettroniche al sintetizzatore, e Trisha Brown.

La danza contemporanea nasce dal movimento libero della danza moderna unito alla consapevolezza del corpo e al desiderio di fonderlo con altre forme espressive; è una tecnica nella quale i punti di contatto fisico fra almeno due danzatori, diventano il punto di partenza di una esplorazione fatta di movimenti improvvisati; le differenze con i generi precedenti sono molte poiché è un mondo in continua evoluzione che non ha dei codici scritti e stabiliti pur avendo tantissime regole e tantissime tecniche da cui attingere.
L’improvvisazione diventa il fulcro attorno al quale ruota questa particolare tecnica di danza.
Il danzatore spesso è autore di sé stesso, al quale il coreografo lascia più spazio creativo rispetto al passato, delega spesso al danzatore la creazione di frasi coreografiche, che poi assembla e inserisce in un contesto e in uno spazio. Per fare ciò, l’improvvisazione diventa uno strumento indispensabile per la creazione coreografica, una tecnica di ascolto del proprio corpo e dell’ambiente. Attraverso l’improvvisazione ogni danzatore può sondare le proprie qualità di movimento, e ricercare un proprio linguaggio dando vita ad una danza sempre nuova.